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Cos'è Reactive: la tua app in una frase, privata by design

Benvenuto sul blog di Reactive. Per il primo post partiamo dall’inizio: cos’è, esattamente, Reactive?

Un documento che diventa un’app

Reactive trasforma un semplice documento di testo in un’applicazione funzionante — moduli, tabelle, calcoli, grafici — direttamente nel browser. Scrivi a sinistra, l’app prende vita a destra, mentre digiti. Niente server, niente account, niente da installare: apri la pagina e stai già lavorando.

Il testo è Markdown, lo stesso formato semplicissimo usato per appunti e documentazione, arricchito da piccoli tag dichiarativi: una riga come ::input{field="nome"} diventa un campo di testo, :::table{path="clienti"} una tabella con ricerca, ordinamento e import/export CSV già pronti. I dati inseriti restano nel browser, separati app per app, con backup e ripristino su file quando vuoi portarli con te.

L’assistente che la scrive per te

Non serve imparare la sintassi: descrivi l’app che ti serve — «un registro ore per lo studio», «il bilancio di casa» — e l’assistente AI la costruisce davanti a te, applicando le modifiche da solo (con l’Annulla sempre a portata di clic). E l’AI può vivere anche dentro le app: riassunti che si aggiornano quando i dati cambiano, form che si compilano da una foto, ricerca semantica sui tuoi allegati.

Anche qui vale la regola di casa: il modello gira sul tuo dispositivo — nel browser o con Ollama sul tuo computer. Nessun dato in giro per il mondo.

Il catalogo raccoglie soluzioni verticali pronte all’uso — CRM, fatturazione, magazzino, agenda dello studio, scuola, pubblica amministrazione, vita quotidiana. Ognuna è una suite di micro app componibili che condividono uno spazio dati: l’anagrafica clienti inserita una volta alimenta preventivi, trattative e scadenze. Apri una suite con un clic, tieni i pezzi che ti servono, personalizza il resto con l’AI o a mano.

Collaborare, senza rinunciare alla privacy

Un’app è un file: la condividi con un link e chi lo apre riceve una copia funzionante. Se volete lavorare sugli stessi dati, attivi la sincronizzazione: le modifiche viaggiano cifrate da un capo all’altro attraverso un relay che smista solo pacchetti illeggibili — nessuno, nemmeno noi, può leggere quello che scrivete. La chiave d’accesso resta sul tuo dispositivo e viaggia solo nell’invito (un link o un QR): il file in sé non contiene mai segreti.

Perché è fatta così

La privacy di Reactive non è un’impostazione: è l’architettura. Non esistono server con i tuoi dati, non esistono account da violare, non esiste un “noi” che può guardare. È anche il motivo per cui il servizio è gratuito: non c’è un’infrastruttura che ti fa pagare con i dati o con l’abbonamento.

Se vuoi provare, apri l’app e scrivi una frase. Se vuoi capire come funziona sotto, parti dalla guida. E su questo blog racconteremo, novità dopo novità, dove sta andando il progetto.