Scrivi la tua app come un documento: arriva l'editor a blocchi
Finora per costruire un’app con Reactive si scriveva il documento: testo
normale per il testo, e qualche riga speciale — le direttive — per i pezzi
interattivi. Funziona, ed è il cuore del sistema. Ma la prima volta che ti
trovi davanti a :::form{path="spese" id="f1"} una domanda è legittima:
devo davvero impararlo?
Da oggi no. Aprendo un’app in modifica trovi la nuova vista Blocchi: il documento si costruisce come su un editor moderno di appunti, blocco dopo blocco. I titoli sono titoli, i paragrafi si scrivono e basta. E i pezzi interattivi — un modulo, una tabella, un grafico, una mappa — sono schede con un’etichetta chiara: Elemento, Sezione, Codice, Impostazioni.
Compilare, non sintassi
Ogni scheda mostra i suoi campi come un piccolo modulo: la collezione dove salvare i dati, l’etichetta del pulsante, il numero di colonne. Le opzioni sì/no sono interruttori, le scelte chiuse sono menu a tendina. Cambi un valore e l’anteprima accanto si aggiorna da sola: l’app è viva mentre la costruisci.
Le sezioni contengono davvero i loro pezzi: un modulo mostra dentro di sé i suoi campi, uno dentro l’altro, e puoi trascinarli per riordinare. Le impostazioni dell’app — nome, titolo, lingua — sono un modulo anche loro, in cima al documento.
Il menu che sa tutto
Digitando / compare l’elenco completo di quello che puoi inserire: i
blocchi classici (titoli, elenchi, immagini) e tutti i widget di Reactive,
ognuno con una descrizione breve nella tua lingua — italiano, inglese,
spagnolo, francese, tedesco, portoghese o cinese. Scrivi /tabella, scegli,
compili i campi. Fine.
E se non sai da dove iniziare, chiedilo
Il pulsante ✦ AI (o /ai) apre un blocco speciale: descrivi a parole
cosa vuoi — «un contatore di caffè con bottone +1 e totale di oggi» — e
l’assistente genera i blocchi giusti proprio in quel punto del documento,
già compilati e funzionanti nell’anteprima. Usa lo stesso motore AI della
chat: quello sul tuo computer, se preferisci che nulla esca dal dispositivo.
E se il modello scrive i widget in modo impreciso — succede — Reactive li
ripara da solo prima di inserirli.
Il codice non se n’è andato
La vista Codice è sempre lì, a un click: stesso documento, stessa unica fonte. Quello che tocchi nei blocchi lo ritrovi nel Markdown, byte per byte dove non hai messo mano — perché l’app è ancora quel file di testo che puoi salvare, condividere con un link, versionare. È la promessa di Reactive, e l’editor a blocchi non la cambia: la rende solo più facile da mantenere.
Aprite app.reactivenet.ai, scegliete un’app e premete ✎ Modifica: la vista Blocchi vi aspetta.