Dichiarazione di accessibilità
Dichiarazione volontaria, resa da Cosimo Luigi Manes, persona fisica che
gestisce il progetto ReactiveNET a titolo personale e non imprenditoriale, in
relazione al sito reactivenet.ai e all’applicazione ReactiveNET.
Va detto subito da dove nasce: il fornitore non rientra fra i soggetti obbligati alla dichiarazione ai sensi della legge 9 gennaio 2004, n. 4 e delle relative linee guida AgID. La dichiarazione è resa lo stesso, nella forma prevista per i soggetti obbligati, perché la piattaforma si rivolge in larga parte alla pubblica amministrazione: un ente che pubblichi un servizio realizzato con questi strumenti deve poter sapere su cosa può contare e su cosa no, e una dichiarazione volontaria che dice la verità è più utile di un obbligo che non c’è.
1. Stato di conformità
Il sito reactivenet.ai e l’applicazione ReactiveNET sono parzialmente
conformi ai requisiti delle WCAG 2.2 livello AA (e alla norma EN 301 549),
a causa dei casi di non conformità elencati al § 2.
L’obiettivo dichiarato del progetto è il livello AA delle WCAG 2.2 — una versione più recente di quella richiesta dalla normativa vigente, che si ferma alle WCAG 2.1 AA.
2. Contenuti non accessibili
2.1 Non conformi
I due editor di testo — l’editor Markdown e l’editor a blocchi — sono componenti di terze parti (CodeMirror e BlockNote) incorporati nella piattaforma. La loro conformità non è nella disponibilità del fornitore e non è stata verificata come conforme. Sono superfici di redazione, usate da chi scrive un’app, e non compaiono in ciò che i lettori dell’app vedono: le pagine pubblicate e le app in esecuzione non li contengono. Sotto la larghezza di schermo di un telefono gli editor non sono proposti affatto.
Alternativa disponibile: un’app è un file di testo Markdown. Può essere scritta con qualunque editor accessibile di propria scelta e importata; può essere esportata, modificata altrove e reimportata. La creazione e la modifica non passano necessariamente dagli editor incorporati.
Le app create dagli utenti possono contenere barriere che il fornitore non
controlla: un’immagine senza testo alternativo, un colore scelto male, un’etichetta
mancante sono decisioni di chi scrive il documento. La piattaforma fornisce
elementi accessibili e li compone correttamente — etichette associate ai campi,
messaggi di aiuto legati con aria-describedby, tabelle con intestazioni,
regioni con nome, contrasto verificato per le palette offerte — ma non può
imporre all’autore di usarli bene. La conformità di un’app pubblicata è
responsabilità del suo autore, e per un ente pubblico è un obbligo di legge:
la sezione «accessibilità» della documentazione indica cosa controllare.
2.2 Onere sproporzionato
Nessun requisito è escluso per onere sproporzionato.
2.3 Non rientranti nella normativa applicabile
Diagrammi generati da Mermaid, formule matematiche rese da KaTeX e output prodotti dai blocchi Python riflettono il contenuto scritto dall’autore del documento: la loro comprensibilità dipende da un’alternativa testuale che spetta all’autore fornire.
3. Cosa è stato fatto, e come è verificato
Alcune scelte sono verificate automaticamente a ogni compilazione, non a occhio:
- Contrasto: le formule di luminanza relativa e di rapporto di contrasto delle WCAG sono implementate nel codice, e un test verifica ogni palette offerta contro le superfici su cui il testo effettivamente appare, in tema chiaro e scuro. Un colore sotto 4,5:1 fa fallire la compilazione. Le sei palette originali erano state scelte a occhio e nessuna superava il requisito.
- Ridimensionamento del contenuto (§ 1.4.10): verificato riducendo il documento a 320 px e misurando l’assenza di scorrimento orizzontale. Le tabelle, esenti dall’obbligo di riflusso, sono racchiuse in una regione scorrevole raggiungibile da tastiera e dotata di nome accessibile.
- Focus visibile (§ 2.4.7), nome accessibile su ogni controllo di sola icona (§ 4.1.2), dimensione minima dei bersagli 24×24 px (§ 2.5.8) e assenza di sovrapposizioni sul contenuto messo a fuoco (§ 2.4.11): verificati nell’applicazione in esecuzione.
- Etichette che nominano il controllo (§ 2.4.6): i pulsanti dichiarano la funzione, non il formato; i due riquadri dell’ambiente di lavoro sono regioni con nome.
4. Metodo di valutazione
Autovalutazione condotta dal fornitore, con test automatici integrati nella compilazione (contrasto, presenza delle stringhe tradotte), prove manuali con tastiera, verifica del ridimensionamento e ispezione dell’albero di accessibilità.
Non è stata condotta una valutazione di terza parte indipendente. Quando sarà condotta, questa dichiarazione ne riporterà gli esiti e la data.
5. Meccanismo di feedback
Chi incontra una barriera può scriverne a info@reactivenet.ai, indicando la pagina o la funzione, il dispositivo e la tecnologia assistiva in uso. Il riscontro è dato entro 30 giorni, con la descrizione di come e quando la barriera sarà rimossa oppure, se non è rimuovibile, dell’alternativa disponibile.
Le segnalazioni sono gradite anche quando riguardano un requisito che il progetto ritiene già soddisfatto: un requisito soddisfatto sulla carta e non nella pratica è esattamente ciò che le prove interne non riescono a vedere.
6. Procedura di attuazione
Nei confronti dei soggetti obbligati per legge, l’interessato che non riceva riscontro soddisfacente entro trenta giorni può rivolgersi al Difensore civico per il digitale presso l’Agenzia per l’Italia Digitale. Poiché il fornitore non è un soggetto obbligato, quella procedura non è esperibile nei suoi confronti: resta il canale di feedback del § 5, e la disponibilità del fornitore a discutere la questione con il committente pubblico interessato.
7. Informazioni per gli enti che pubblicano un’app
Un’amministrazione che realizzi un servizio con ReactiveNET resta il soggetto obbligato per l’accessibilità di quel servizio e per la propria dichiarazione. Quel che la piattaforma le mette a disposizione è: componenti con ruolo, nome e stato corretti; contrasto verificato; struttura del documento con intestazioni reali; tabelle con relazioni preservate; funzionamento da tastiera. Quel che le resta da fare: testi alternativi, ordine e chiarezza dei contenuti, lingua dichiarata, verifica del proprio servizio con utenti reali, e — dove usa la funzione di trascinamento delle schede, che richiede un puntatore — verificare che l’alternativa da tastiera (la modifica della riga) sia adeguata al proprio caso d’uso.
Dichiarazione redatta il 13 agosto 2026 e riesaminata da ultimo il 13 agosto 2026. Il riesame è effettuato almeno annualmente e a ogni modifica sostanziale della piattaforma.