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Graduatorie Interne
La tabella cambia a ogni rinnovo del CCNI: qui non c'è un solo punteggio scritto nel programma. Voci, massimali e riferimenti normativi sono righe che si correggono dall'app — e ogni punto attribuito ha un prospetto che lo giustifica.
L'app viaggia dentro il link: si apre nel tuo browser e resta lì. Niente account, niente installazione, e nessuno dei tuoi dati passa da un server.
Il problema
Ogni anno, entro i termini dell’ordinanza sulla mobilità, ogni scuola forma le graduatorie interne del personale titolare per individuare chi risulta soprannumerario. Oggi si fa con schede cartacee e un foglio di calcolo costruito da zero ogni volta: lento, pieno di errori di trascrizione, e fragile quando arriva un reclamo.
La decisione che regge tutto
La tabella di valutazione sta nei dati, non nel codice. La riscrive ogni rinnovo del CCNI, l’ordinanza annuale ne cambia i dettagli, e quella dei docenti non è quella degli ATA. Qui è una collezione: voci, sezioni, punti, tipi, massimali, riferimenti normativi. Si corregge da una pagina dell’app, e una riga con lo stesso codice sostituisce quella di serie — con i punti vuoti, la disattiva.
La tabella seminata è un esempio realistico e non ufficiale: va confrontata con il CCNI vigente. È esattamente il lavoro che questa app permette di fare una volta, invece che ogni anno da capo.
Che cosa fa
Il servizio si calcola. La continuità nella scuola di titolarità non si dichiara: si ricava dalla data di titolarità, un anno per ogni anno scolastico. È la funzione che toglie l’errore più frequente — l’anzianità che nessuno ha aggiornato — e si dichiara solo il resto: pre-ruolo, altre scuole, sede disagiata.
Ogni punto ha un perché. Il prospetto individuale mostra riga per riga la voce, la quantità, il punteggio unitario, il massimale applicato e il riferimento normativo. Si stampa, e con quello si risponde a un reclamo. Anche i massimali di sezione producono una riga: un punto tolto senza dirlo è la prima cosa che diventa contenzioso.
La graduatoria è crescente, e l’app lo dichiara: la posizione 1 è il primo individuabile come soprannumerario. È controintuitivo ed è la fonte di errore più comune in questa materia.
L’istruttoria annota, non riscrive. Conferme, rettifiche motivate e respingimenti sono righe a parte, così resta scritto che cosa aveva dichiarato la persona e che cosa ha riconosciuto la scuola. Un controllo separato segnala servizi sovrapposti, quantità fuori scala, voci del profilo sbagliato e dichiarazioni sostitutive mancanti.
Il riporto dall’anno precedente pesca dall’archivio solo le voci permanenti — un dottorato non si ridichiara — e lascia cadere le altre. Le esigenze di famiglia scadono per definizione: l’età dei figli cambia.
Il documento pubblicabile contiene cognome, nome, punteggi e posizione. Niente altro: né le voci dichiarate, né la categoria di esclusione.
Dati sanitari: non ce ne sono
Non esiste in tutta l’app un campo in cui scrivere una patologia o la condizione di un familiare. L’esclusione si registra con la sola categoria normativa che vi dà titolo, e il documento pubblicabile non riporta neppure quella.
Quello che non fa, ed è scritto dentro
Non parla col SIDI, non conserva a norma, non firma digitalmente e non individua il soprannumerario al posto del dirigente. Non ha controllo d’accesso per ruolo: chi apre l’app la vede tutta, e dove i ruoli devono essere separati la risposta sono gli spazi condivisi della piattaforma. Una pagina Decisioni elenca le scelte prese dove la norma è ambigua — la conversione giorni/anno, il criterio di parità — e dice che sono scelte, non letture della norma.
È tua da personalizzare
Un'app è un documento Markdown: aprila, cambiala a mano o chiedi all'assistente di cambiarla per te. Quello che aggiungi resta sul tuo dispositivo.